Un imprenditore che ho conosciuto tempo fa assume nella sua azienda solo ex carcerati. La sua filosofia è semplice: non si fida delle persone integerrime, che non hanno mai sbagliato seriamente. A suo modo di vedere tutti prima o poi commettiamo qualche errore grave e lui sostiene che una persona “perfetta” ha poca dimestichezza nella gestione dell’errore. A suo modo di vedere sono più affidabili le persone che hanno commesso una marea di errori, perché hanno una maggiore esperienza delle situazioni difficili e sicuramente hanno maggiore allenamento nell’affrontarle. In una situazione economica come quella attuale chi è abituato a stare dentro gli schemi soffre di più di chi è abituato a cavarsela nelle situazioni completamente fuori dall’ordinario. Ho ripensato tanto questi giorni alle sue parole, che certamente hanno qualche fondamento di verità.
C’era una volta l’onestà intellettuale
Il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026