Ho imparato a giocare a Risiko ai tempi del liceo classico. Le partite erano affascinanti, ma interminabili. Due anni fa entrai in contatto col Risiko da torneo: regole leggermente diverse, stessa adrenalina, ma un particolare rilevante assai diverso: le partite durano 90 minuti, al termine dei quali scatta una procedura di chiusura (chiamata sdadata), che consente di scoprire in tempi brevissimi il vincitore della partita.
Da due anni faccio parte del Risiko Club Sardegna Quartu Sant’Elena e frequento gli amici del Risiko Club Cagliari. Come Trainer ho portato il Risiko nelle aule di formazione e nelle aziende. Il Risiko consente infatti di allenare due abilità fondamentali: la capacità di focalizzarsi su un obiettivo e la capacità di avere una visione di insieme della partita. Due anni di incontri mi hanno fatto prendere consapevolezza che la focalizzazione sull’obiettivo è facilmente acquisibile, mentre la capacità di avere una visione di insieme richiede un allenamento più lungo: i neofiti spesso guardano la parte del tabellone che interessa loro e non prendono in considerazione quello che avviene in altre parti del mondo, che però spesso (quasi sempre) è fondamentale per determinare gli equilibri di una partita.
Un particolare molto interessante da notare è che una partita di Risiko consente di capire una persona molto in profondità; per esempio:
- Alcuni attaccano alla garibaldina, prendendo tantissimi rischi, in modalità: “All in” (mi gioco tutto), mentre altri giocano in modo molto prudente, sono prevedibili e non prendono rischi.
- Alcuni si concentrano solo su se stessi, altri guardano con estrema attenzione tutto quello che succede (questi ultimi vincono molto più spesso).
- Alcuni si sacrificano per il bene della partita, cercando di indebolire il più forte, altri non contribuiscono alla causa comune e anzi compiono atti di sciacallaggio su quel che resta di chi si è sacrificato, generando a volte polemiche.
- Alcuni sono palesi nel manifestare le loro intenzioni, altri le mascherano sapientemente e strategicamente.
- Alcuni si affidano totalmente ai dadi, altri attendono il momento propizio per affondare.
- Alcuni attirano gli avversari in una trappola, altri sono meno astuti.
- Alcuni sanno intravvedere le trappole lontano un miglio, altri ci cascano dentro fino al collo.
Una partita di Risiko è un’esperienza che consiglio a tutti: per vincere serve un po’ di fortuna, ma occorre avere la capacità di mettersi nelle condizioni di beneficiare della fortuna stessa (e su questa capacità la fortuna non c’entra proprio niente, come nella vita). In ogni caso in una partita di Risiko puoi vedere nello stesso tavolo un uomo di 60 anni e un bambino di 8 anni, senza sapere fino all’ultimo chi avrà la meglio. Provare per credere.