Ogni studente della facoltà di Economia e Commercio alle prese con l’esame di Macroeconomia impara a familiarizzare con le curve IS e LM, su cui si sono scontrati fior di economisti. I monetaristi, capeggiati da Milton Friedman, sostenevano che per risollevare le sorti di un paese in difficoltà bisogna aumentare la liquidità in circolazione. In sostanza, Friedman diceva che bisogna usare la leva della politica monetaria: la Banca Centrale deve stampare una maggiore quantità di moneta. Avendo accentrato la leva della politica monetaria a Bruxelles, questa leva non possiamo più utilizzarla. Siamo stati proprio dei geni.
All’opposto i keynesiani (capeggiati da John Maynard Keynes) sostenevano che per risollevare le sorti di un paese in difficoltà bisogna usare la leva fiscale, aumentando la spesa pubblica, perché l’aumento della spesa pubblica genera un incremento del PIL (Prodotto Interno Lordo) della nazione molto superiore all’aumento della spesa pubblica stessa. Più in dettaglio, un coefficiente (che Keynes chiamava moltiplicatore) consente di stabilire di quanto aumenta il PIL in seguito all’aumento della spesa pubblica. Per alcuni questo moltiplicatore si aggira intorno a 3 (cioè: un aumento di 1 euro della spesa pubblica genera un aumento di 3 euro del PIL), per altri si aggira intorno a 1,5. In soldoni, però, attraverso il moltiplicatore, lo stato può risollevare le sorti dell’economia semplicemente aumentando la spesa pubblica (famosa la spiegazione di Keynes: allo stato conviene pagare qualcuno per scavare buche e poi pagare qualcun altro per ricoprirle: attraverso il meccanismo del moltiplicatore l’aumento della spesa pubblica genera comunque un aumento del PIL).
Volendo essere un po’ più efficaci, si può aumentare la spesa pubblica in quei settori dell’economia che hanno un moltiplicatore più elevato (se per esempio il turismo avesse moltiplicatore 3 e l’edilizia avesse moltiplicatore 4, converrebbe investire nell’edilizia per massimizzare l’efficacia dell’effetto dell’aumento della spesa pubblica). Curioso notare che le spese militari hanno moltiplicatore 0,5, per cui un aumento di 1 euro in spese militari genera una diminuzione del PIL di 0,5. Questo concetto è chiarissimo a tutti gli studenti del secondo anno della facoltà di Economia e Commercio. È un po’ meno chiaro a chi ci governa a Bruxelles: spendere 800 miliardi di euro per il riarmo europeo serve solo a finanziare la ripresa della Germania, ha effetti solo negativi sul PIL degli altri paesi.
Detto questo, cerchiamo di approfondire il discorso sulle spese militari: per radere al suolo l’intero pianeta sono sufficienti 50 bombe atomiche, la produzione delle quali costa una montagna di miliardi. Le bombe atomiche attualmente in giro per il mondo sono circa 15.000, il che significa che nella peggiore delle ipotesi (si rade al suolo il pianeta e ci ammazziamo tutti) 50 bombe atomiche verranno usate e 14.950 (costate una montagna di miliardi) no. Cosa ne facciamo di queste 14.950 bombe atomiche inutilizzate? L’ipotesi di fare qualche promozione (qualche 3X2 in tempo di saldi) mi sembra poco percorribile, la strada più plausibile è quella di lasciarle inutilizzate per certificare nei secoli la nostra imbecillità (non si sa mai che qualcuno nei prossimi secoli possa pensare che siamo esseri intelligenti).
Cerchiamo però di dare una spiegazione a questa nostra imbecillità. Perché uno stato oggi dovrebbe investire nella produzione di una bomba atomica, quando il numero di bombe atomiche presenti al mondo è già notevolmente elevato? Perché chiunque possieda la bomba atomica ha la garanzia di non essere attaccato: se si attacca qualcuno che ha la bomba atomica si rischia che la rappresaglia possa radere al suolo chi attacca, per cui chi ha la bomba atomica non viene attaccato, meglio colpire chi non si può difendere con armi così pericolose. Basta solo questa considerazione per avere la matematica certezza che l’Iran non ha la bomba atomica, altrimenti nessuno l’avrebbe attaccata correndo il rischio che la usasse. Quindi quando sentiamo in giro qualcuno che cerca di convincerci che l’Iran aveva la bomba atomica, sappiamo che si tratta di un cialtrone che mente sapendo di mentire.
La morale è molto chiara: un occidente guerrafondaio e privo di una qualsiasi visione di insieme e di una strategia di lungo periodo cerca di imporre la pace a suon di bombe e riarmi, mostrando al mondo che l’unico modo che si ha per avere la garanzia di non essere attaccati da questi ometti è quello di possedere una bomba atomica, che consenta di tenere a freno i deliri di onnipotenza di statisti da quattro soldi. Stiamo mostrando al mondo che è fondamentale investire nella produzione di bombe atomiche, unico mezzo per difenderci da noi.
Mi auguro che stiano maturando i tempi per una presa di consapevolezza collettiva di quello che sta accadendo. Dobbiamo costruire un’Europa solida, liberandoci di tutta questa gentaglia.