Luce naturale o riflettori artificiali nell’era dei social

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Un giorno feci un bagno nelle meravigliose acque del litorale cagliaritano e, in lontananza, potei ammirare la maestosità di un chiosco, gremito fino all’inverosimile in una tarda mattinata di inizio estate. Qualche giorno dopo feci un altro bagno nello stesso mare, ma questa volta di notte, come spesso mi piace fare nella mia splendida Sardegna. In lontananza potei ammirare lo stesso chiosco, altrettanto maestoso, ma questa volta per via dell’intensissima illuminazione artificiale, che convogliava tutte le luci nella direzione del chiosco stesso.

Il chiosco è di per sé bellissimo, ma senza l’illuminazione artificiale di notte nessuno lo vede. Per questa ragione il ruolo dei riflettori è fondamentale, pena l’assenza totale di visibilità. Ma allo stesso tempo constato che di giorno il chiosco brilla di luce propria, senza bisogno di alcun supporto dall’esterno.

Perché scrivo tutto questo? Viviamo nell’era dei social media, nell’era dell’esplosione dei vari facebook, linkedin, skype, twitter, e chi più ne ha più ne metta. Si sta diffondendo sempre più una convinzione, che se non entriamo dentro questi circuiti di fatto è come se non esistessimo. Ma chi lo stabilisce? E in base a quali canoni? Ben venga la visibilità fornita da questi strumenti, e ognuno scelga l’intensità della luce che ritiene opportuno che questi riflettori trasmettano, ma quanta cura dedichiamo alla maestosità intrinseca del nostro chiosco? Quanta luce emaniamo dal nostro interno?

In altre parole, se i riflettori servono ad integrare un’illuminazione esterna carente, ben vengano, ma se servono a sostituire un’illuminazione interna inesistente, potrebbero essere oltre che inutili, perfino dannosi. Personalmente non mi faccio tanto abbagliare dalla maestosità dei riflettori, ma amo ricercare le luci soffuse, forse un po’ più difficili da trovare, ma accecanti di splendore quando ci arrivi vicino. E analogamente, mi piace farmi trovare da chi ha la forza di cercarmi e di sintonizzarsi sulla mia lunghezza d’onda.

E ogni tanto….. ben venga pure qualche riflettore!!!

 

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C’è una fiammella di luce dentro ognuno di noi che brilla. E’ nostra responsabilità trovarla ed alimentarla: nessuno al mondo verrà mai a cercarla, semplicemente perché nessuno al di fuori di noi ne conosce l’esistenza. La nostra fiammella è unica ed inimitabile e quando la facciamo brillare diamo un senso profondo alla nostra esistenza e creiamo le condizioni affinchè anche altre fiammelle attorno a noi brillino. Amo mettere le mie competenze al servizio di chi sceglie di valorizzare la sua fiammella e di mostrare al mondo la sua luce.

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