Fuori o dentro?

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Gli aspetti che compongono la personalità umana sono molteplici. Il carattere che contraddistingue ognuno di noi è determinato da diversi fattori e si modella gradatamente come risultato dell’incontro-scontro tra un patrimonio biologico e un’impronta psichica che ci rendono unici, e l’inevitabile adattamento che l’ambiente in cui si svolge la nostra vita ci invita o ci obbliga a compiere. Il modellamento operato dal contesto può andare incontro alla nostra natura più profonda, facendola fiorire, oppure può cambiarla in modo più o meno marcato. Si tratta di un processo inevitabile che fa parte della vita umana e della nostra esperienza sulla terra.

Durante le alterne vicende di questo incontro-scontro con la realtà che ci circonda (la nascita, la famiglia, la scuola, i compagni e gli amici, gli insegnanti, gli usi e i valori sociali) ognuno di noi tende a sviluppare gli Aspetti caratteriali più favorevoli a proteggere il suo nucleo più delicato e i suoi bisogni più profondi, e a mettere da parte e sacrificare i lati del temperamento che non risultano funzionali alla sua strategia di vita. I primi diventeranno predominanti e caratterizzeranno la persona, mentre gli altri risulteranno Parti di Sé poco note o totalmente sconosciute.(nota 1)

Esiste quindi dentro di noi un intero Parlamento di Aspetti caratteriali, da quelli di estrema sinistra a quelli di estrema destra. Questi Aspetti caratteriali si raggruppano in coalizioni più o meno numerose, dando vita a maggioranze parlamentari più o meno stabili. I Sé di maggioranza vorrebbero portare avanti una loro linea, ma dai banchi dell’opposizione interna i Sé di minoranza scalpitano e cercano di bloccare tutto. In alcuni casi il contrasto tra maggioranza e opposizione interna è molto duro e il dibattito parlamentare è fuori controllo, in altri casi una sorta di Presidente del Senato interno (l’ego consapevole, nota 2) riesce a moderare i toni e ad arrivare ad un dibattito pacato e costruttivo.

Difficilmente un ramo del Parlamento potrebbe funzionare adeguatamente senza un Presidente che ne dirigesse e coordinasse i lavori, garantendo a tutti la possibilità di parlare. Allo stesso modo, difficilmente un Parlamento interiore potrebbe funzionare bene senza un Presidente interiore (l’ego consapevole, appunto) che lo governi. Purtroppo, però, gran parte delle persone vive nel caos interiore per via del fatto che non si occupa minimamente di individuare questa figura interna, e quindi vive sballottata di qua o di là a seconda della forza di questa o quell’ala del Parlamento. Dentro questo Parlamento interno, in assenza di un ego consapevole, si assiste spesso a vere e proprie prove di forza della maggioranza (più forte) contro la minoranza (più debole). In assenza di un Presidente interno, la minoranza spesso non riesce a prendere la parola, e la sua linea viene totalmente ignorata.

Ho lavorato per anni e lavoro tuttora nel mondo aziendale come consulente e formatore. Nelle imprese si assiste spesso purtroppo allo stesso fenomeno: chi ha più potere (più o meno riconosciuto), cerca di imporsi su chi ne ha di meno, traendo forza dal ruolo e imponendo la sua linea, spesso senza avere consapevolezza di tutte queste dinamiche energetiche.

Salendo ancora di livello, e guardando la competizione esistente nel mercato, si assiste ad imprese più forti che controllano imprese più deboli. Salendo ancora possiamo notare che ci sono regioni forti che controllano regioni deboli, stati forti che controllano stati deboli, continenti forti che controllano continenti deboli, etc, e la cosa curiosa è che spesso tutte queste interazioni avvengono senza che vi sia una adeguata consapevolezza del tutto.

Ma cosa succede dentro di noi quando la minoranza (i cosiddetti Sé Rinnegati, nota 3) riesce a prendere il sopravvento? Quando (ad esempio) una persona molto pacata ed equilibrata perde le staffe, non tremano forse anche i muri? La forza esplosiva di un rinnego durato anni non si manifesta forse in modo prorompente? E perché fuori di noi non dovrebbe essere lo stesso?

Quello che accade fuori non è altro che uno specchio di ciò che accade dentro, e quindi prima di andare a parlare della salvezza del mondo, prima di prendersela con questo o quel dittatore, dobbiamo guardare ciò che succede dentro di noi: quanto tempo dedichiamo alla salvaguardia della democrazia interna? Quanto tempo concediamo alla minoranza interna per esprimere la sua opinione? Quanto tempo dedichiamo alla ricerca di un Presidente interno che garantisca equilibrio? Sono fermamente convinto che la salvezza delle masse passi solo ed esclusivamente dall’equilibrio interno a ciascuno di noi: ciò che uscirà fuori sarà solo una conseguenza.

Dice un proverbio cinese: un viaggio di mille miglia comincia con il primo passo. Coraggio quindi, ognuno di noi parta per questa meravigliosa avventura interna, e alla fine probabilmente scopriremo che agendo tutti singolarmente avremo creato assieme collettivamente un mondo migliore, senza armi ma con la forza prorompente della consapevolezza. Il passaggio non è da fuori a dentro, ma indiscutibilmente da dentro a fuori.

Antonio Palmas

 

Note:

1 Cfr. Franca Errani e Antonio Palmas, “5 L’Anima del Management, I passi del successo personale e professionale”, Edizioni Sì, 2008, op. cit., pag. 18.

2 Cfr. Hal e Sidra Stone, “Il Dialogo delle Voci, Conoscere ed integrare i nostri Sé nascosti”, Amrita, 1996, pag. 33.

3 Cfr. Franca Errani Civita, “Il Caleidoscopio Interiore, La Psicologia dei Sé e il Voice Dialogue”, M.I.R, 2005, pag.19.

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C’è una fiammella di luce dentro ognuno di noi che brilla. E’ nostra responsabilità trovarla ed alimentarla: nessuno al mondo verrà mai a cercarla, semplicemente perché nessuno al di fuori di noi ne conosce l’esistenza. La nostra fiammella è unica ed inimitabile e quando la facciamo brillare diamo un senso profondo alla nostra esistenza e creiamo le condizioni affinchè anche altre fiammelle attorno a noi brillino. Amo mettere le mie competenze al servizio di chi sceglie di valorizzare la sua fiammella e di mostrare al mondo la sua luce.

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