Un professore di latino lascia inavvertitamente su una fotocopiatrice il testo di una versione, oggetto di un compito in classe dell’indomani; una ragazza lo trova e lo fa girare alle compagne e ai compagni, ma il passaparola si ferma: metà classe ha l’informazione, metà classe no! Polemiche infinite. Sono passati 39 anni!!!
Ogni tanto i vecchi compagni si incontrano e si scambiano informazioni di vita vissuta. Le strade sono diversissime: alcune lavorano in Procura o all’Università, c’è un imprenditore prestato alla politica, un chirurgo, un regista cinematografico, alcune insegnanti, un dentista, un mental coach, un professore universitario, c’è chi è sposato e chi no, chi ha figli e chi no, chi ha fatto la vita che voleva fare e chi confessa di non poterne più. Si ride, si scherza, ci si diverte, come tante volte in questi 39 anni.
Ma arriva sempre un momento della serata in cui lei, la versione, si riprende la scena!!! E si ricomincia daccapo, con chi lamenta il sopruso di non aver ricevuto la versione e chi minimizza la questione, perché la versione l’ha avuta. Tra chi minimizza c’è chi prova addirittura a dispensare pillole di saggezza:
“Se avessimo preso tutti 9 in quel compito il professore se ne sarebbe accorto, quindi era strategico non divulgare la versione a macchia d’olio”.
Sarebbe interessante sapere chi aveva il diritto di decidere quali compagni avvantaggiare e quali no, dall’alto di quale autorità e fornita da chi, ma il tempo ha dato a tutti la possibilità di formarsi una verità suprema, difficilmente scalfibile.
In questa baraonda di una nota pizzeria cagliaritana la versione resta lì, sopra tutte le teste, a ricordare a ognuno che l’argomento che ha dilaniato una classe, generando lotte intestine, è lo stesso che tiene la classe unita nel ricordo dei tempi che furono. Forse la morale è proprio quella: se si scava bene dentro qualcosa che dilania e divide, si trova (debole e indifeso) un piccolo seme che aggrega e unisce. Sta a noi decidere a cosa dare più energia!