Quello che noto

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Il mondo si è sempre diviso in due categorie: giovani e vecchi, uomini e donne, capitalisti e proletari, lavoratori pubblici e lavoratori privati, etc. Questa pandemia sta portando alla luce il conflitto più rilevante che ci accompagnerà nei prossimi anni: lavoratori garantiti e lavoratori privi di garanzia.
Non c’è alcun giudizio in quello che sto per scrivere, solo una constatazione di quello che sto notando. Tutti abbiamo un po’ di ansia per la situazione sanitaria e un po’ di ansia per le ricadute economiche generali di questo lockdown. Ma queste ansie hanno nelle persone un diverso livello di gerarchia. Chi ha il posto garantito mette in primo piano l’ansia sanitaria e in secondo piano quella economica, per cui sarà attentissimo al rispetto di tutte le norme igieniche, eviterà qualunque tipo di azione che possa avere qualche rischio, anche minimo, non programmerà viaggi, spostamenti, etc. Chi invece non ha il posto garantito mette in primo piano l’ansia economica e in secondo piano quella sanitaria, per cui non si può permettere di stare a casa senza fare niente e tenderà a prendere qualche rischio in più.
Ieri ho ricevuto una proposta interessante per un lavoro da fare tra qualche mese con un collega e amico. Bisogna però prendere un aereo per andare a Napoli e lui non se la sente, perché ha paura che tra due mesi la situazione non sia ancora sicura. Ha un posto fisso e dal suo punto di vista questa opportunità, pur ghiotta, non è tra le sue priorità attuali. Io, che non ho nessun reddito garantito, non posso proprio permettermi di rinunciare a un’opportunità simile, per cui ho accettato. Questo cosa vuol dire? Che io non abbia alcun timore di prendere l’aereo? Certo che anche io non sono tranquillissimo, ma a differenza sua non posso permettermi di buttare al cesso opportunità rilevanti che incorporino un minimo di rischio da correre. Ieri sono andato dal dentista. Credo che le procedure per entrare dentro la CIA siano più snelle. Credete che il mio dentista non avverta un minimo di preoccupazione per dover mettere le mani in bocca a gente ovviamente priva di mascherina? Certo che sente quest’ansia, ma che alternative ha? L’alternativa è chiudere bottega. Invece va avanti e si accolla il costo di procedure (sacrosante) di sicurezza che naturalmente diminuiscono la produttività dello studio, e questo perché? Perché l’ansia economica per lui è superiore come livello di gerarchia all’ansia sanitaria. Se potesse se ne starebbe volentieri a casa. In generale questo ci porterà sempre di più a distinguere due diversissime mentalità (ripeto, lo dico senza giudizio): quella di chi dalla fortezza protetta si potrà permettere di valutare diverse opzioni e quella di chi dalla giungla per niente protetta dovrà cercare di sfruttare le opzioni che gli si presenteranno davanti, anche correndo qualche rischio. Chi vive nella fortezza dovrebbe però riflettere che se crolla la baracca attorno a lui non arriveranno più neanche i rifornimenti di cibo per la fortezza.
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C’è una fiammella di luce dentro ognuno di noi che brilla. E’ nostra responsabilità trovarla ed alimentarla: nessuno al mondo verrà mai a cercarla, semplicemente perché nessuno al di fuori di noi ne conosce l’esistenza. La nostra fiammella è unica ed inimitabile e quando la facciamo brillare diamo un senso profondo alla nostra esistenza e creiamo le condizioni affinchè anche altre fiammelle attorno a noi brillino. Amo mettere le mie competenze al servizio di chi sceglie di valorizzare la sua fiammella e di mostrare al mondo la sua luce.

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