Morti di serie A e morti di serie B

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Chiunque di noi sia entrato in un ospedale come paziente ha sperimentato sulla propria pelle lo stato di vulnerabilità che si vive quando si è ricoverati per malattie più o meno gravi. Essere colpiti nel momento di massima debolezza nel luogo dove la nostra debolezza dovrebbe essere curata è veramente doloroso e infame. Provo un senso di grande pietà verso chi ha perso la vita per via di un attacco missilistico contro un ospedale.

 

Messa a verbale questa premessa, non provo alcuna pietà nei confronti di chi strumentalizza i morti e usa un linguaggio che implicitamente li classifica in morti di serie A e morti di serie B. Attaccare un ospedale viene descritto da alcuni giornali come un atto vile e barbaro se compiuto da qualcuno, come un’operazione su un obiettivo strategico se compiuta da qualcun altro. Il modo in cui si diffonde una notizia orienta l’opinione pubblica e contribuisce a creare un contesto di riferimento che impedisce alle persone di formarsi un’opinione, ma tende a inculcare loro una verità preconfezionata. Purtroppo, con l’appropriata narrazione si è in grado di orientare le masse e si acquisisce la capacità di far credere alle masse qualsiasi cosa.

La storia ci ha dimostrato con pagine molto tristi che interi popoli indottrinati hanno seguito spesso leader miserabili, convinti di essere dalla parte della ragione.

 

Se non spezziamo questo modus operandi, temo che prima o poi qualche leader scaltro riuscirà a catalizzare le folle e a convincerle di cose aberranti: noi italiani siamo famosi nel mondo per essere molto approssimativi, creativi e poco ligi alle regole. Speriamo che in qualche parte del pianeta non nasca qualcuno che, con una coerente narrazione, convinca interi popoli che sterminare gli italiani è un gesto nobile, perché debella in un solo colpo vizi pericolosi per l’umanità intera come la tendenza a uscire dagli schemi e la predisposizione a infrangere le regole.

 

Formiamoci un’opinione, non accettiamo acriticamente le opinioni altrui… su tutto!!!

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C’è una fiammella di luce dentro ognuno di noi che brilla. E’ nostra responsabilità trovarla ed alimentarla: nessuno al mondo verrà mai a cercarla, semplicemente perché nessuno al di fuori di noi ne conosce l’esistenza. La nostra fiammella è unica ed inimitabile e quando la facciamo brillare diamo un senso profondo alla nostra esistenza e creiamo le condizioni affinchè anche altre fiammelle attorno a noi brillino. Amo mettere le mie competenze al servizio di chi sceglie di valorizzare la sua fiammella e di mostrare al mondo la sua luce.

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