Israele contro Palestina, Palestina contro Israele, Russia contro Ucraina, Ucraina contro Russia. Sono solo alcuni degli innumerevoli conflitti che giornalmente vengono commentati sui vari social network. Faccio una premessa, e vorrei che questa premessa venisse messa a verbale: si tratta di conflitti complessi, che hanno radici antichissime, dalla conoscenza perfetta delle quali si dovrebbe partire per essere in grado di formulare opinioni razionali. In assenza della conoscenza perfetta di tali radici sarebbe corretto precisare che non si stanno formulando opinioni, bensì solo esternando sensazioni.
Io confesso di non essere in grado di formulare opinioni (per la ragione appena espressa), ma la mia SENSAZIONE è che molti altri commentatori, anche qualificati, parlino più per SENSAZIONI che per OPINIONI.
Lo schema delle discussioni che vedo sui vari social network è sempre lo stesso: chi parteggia per A demonizza B ed elenca tutte le ragioni di A e tutti i motivi per cui B ha torto. Chi parteggia per B demonizza A ed elenca tutte le ragioni di B e tutti i motivi per cui A ha torto. Con questo modo di ragionare non credo che si arrivi mai da nessuna parte.
E se invece provassimo a fare un salto di paradigma? Quanto sarebbe bello che i sostenitori di A indicassero cinque punti in cui B possa aver ragione e i sostenitori di B indicassero 5 punti in cui A possa aver ragione!
La verità non sta mai al 100% da una parte sola. Imparare anche per un istante a vedere il mondo con gli occhi dell’altro può farci fare un salto enorme in avanti in termini di consapevolezza e può creare i presupposti per quella pace e quella libertà tanto ambite.