La logica dello sport

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Lo sport è meraviglioso, perché insegna a saper vincere e a saper perdere. Consente di coltivare i sogni e spesso dimostra che anche quello che apparentemente sembra impossibile può diventare realtà, purchè ci si creda profondamente. C’è un alone di magia che circonda ogni grande impresa sportiva, come la recente vittoria della Dinamo Sassari, che ha portato lo scudetto del basket in Sardegna per la prima volta nella storia.

 

L’incredibile altalena di emozioni della serie finale contro un’encomiabile Reggio Emilia sembra governata totalmente dall’imponderabile, eppure lo sport ha spesso una sua logica e si diverte ad applicarla in modo quasi beffardo: per riuscire a vincere bisogna imparare prima a perdere.

 

Il 22 maggio 2013 la Dinamo Sassari (testa di serie numero 2) giocò gara 7 dei quarti di finale dei playoff scudetto contro Cantù. La serie era sul 3-3, con il fattore campo sempre rispettato e la Dinamo sempre dominante in casa e sempre sconfitta a fil di sirena in terra lombarda. Gara 7 vide la Dinamo perdere 95-97 in casa perché la tripla tirata allo scadere da Brian Sacchetti finì sul ferro. Sembrava profondamente ingiusto che una stagione trionfale finisse in modo così doloroso, perdendo 4-3 una serie in cui in ognuna delle quattro sconfitte la Dinamo aveva avuto nelle mani il tiro finale per vincere. Sembrava, ma in realtà quella sconfitta stava per essere l’anticamera del trionfo. Bisognava solo aspettare due anni.

 

Nei playoffs 2015 la Dinamo rivive infatti la stessa scena, questa volta a parti invertite. Si arriva a gara 7 sul 3-3, col fattore campo sempre rispettato e con Reggio Emilia (testa di serie numero 3) pressochè dominante in casa e sempre sconfitta al fotofinish in Sardegna. La Dinamo vince 75-73, con la tripla finale di Drake Diener che sbatte sul ferro. Questa volta gli dei del basket hanno voltato le spalle ai reggiani, non mi stupirei affatto se questa delusione così cocente sarà per gli emiliani l’anticamera del successo di domani.

 

 

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C’è una fiammella di luce dentro ognuno di noi che brilla. E’ nostra responsabilità trovarla ed alimentarla: nessuno al mondo verrà mai a cercarla, semplicemente perché nessuno al di fuori di noi ne conosce l’esistenza. La nostra fiammella è unica ed inimitabile e quando la facciamo brillare diamo un senso profondo alla nostra esistenza e creiamo le condizioni affinchè anche altre fiammelle attorno a noi brillino. Amo mettere le mie competenze al servizio di chi sceglie di valorizzare la sua fiammella e di mostrare al mondo la sua luce.

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