Il cemento di Flushing Meadows ha sancito il trionfo del croato Marin Cilic.
La nuova stella del firmamento tennistico fino a due settimane fa era considerata da tutti gli addetti ai lavori un eterno gregario. Effettivamente Cilic ha mostrato a New York un gioco spumeggiante e aggressivo, gioco che mai aveva esibito prima a livelli così elevati e con così grande continuità.
Quale è stata la chiave di questa metamorfosi? Cilic ha pubblicamente dichiarato che, dopo una vita passata a lavorare duro e a testa bassa, grazie a Goran Ivanisevic ha capito l’importanza di incorporare il divertimento nel suo modo di giocare. È bastato questo piccolo (ma in realtà grande) accorgimento per trasformare un onesto tennista in un grande talento da far esplodere.
Spesso nelle squadre, nello sport, nelle aziende si punta tutto sulla volontà, senza mai capire che la volontà da sola non farà fluire armonicamente l’energia all’interno del proprio corpo.
Per trionfare occorre avere un grande sogno, perseguirlo con lucidità, sprigionando la propria creatività, mettendo cuore e coraggio in campo, allenandosi ferreamente, divertendosi e mantenendo un animus pugnandi. Per usare un linguaggio più tecnico, occorre avere i sette chakra allineati.
Spesso divertirsi in campo è considerato sinonimo di pressapochismo e superficialità. In realtà, il divertimento è qualcosa che va preso enormemente sul serio. Grazie a Marin Cilic per averlo chiarito così bene coi fatti.