Corsi e ricorsi storici

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Il paese è in una grande crisi economica, aggravata da una pandemia che ha messo in ginocchio la nazione. Alcune categorie si sono salvate dalla crisi, altre ci sono dentro fino al collo. Le tensioni sociali aumentano, maggioranza e opposizione sono ai ferri corti e la stessa maggioranza è spaccata al suo interno.
Voi pensate che io stia parlando della crisi economica del 2019, aggravata dalla pandemia del 2020, che ha spaccato economicamente il paese, con i lavoratori a reddito garantito che sono riusciti a limitare i danni e i lavoratori a reddito non garantito che sono precipitati all’ingiù. L’opposizione organizza una manifestazione di protesta contro il governo il 2 giugno, la maggioranza polemizza contro quella manifestazione e si indigna. La maggioranza è spaccata al suo interno (vedasi diverse posizioni sul MES, per esempio).
In realtà io stavo parlando del 1920, con il paese in crisi economica post prima guerra mondiale, con la lenta riconversione industriale delle imprese e le grandi sommosse sociali per via della differenza tra lavoratori tutelati e lavoratori non tutelati. In questo contesto proliferano le divisioni tra cattolici e socialisti e all’interno del partito socialista tra riformisti e massimalisti. La crisi si acuisce con la pandemia dell’influenza spagnola del 1920.
Un contesto di divisione totale è il terreno fertile per la nascita del partito fascista, che sale alla ribalta per restarvici per tanti anni.
Tradotto in termini pratici: un contesto di grandi divisioni e grandi sperequazioni favorisce il sorgere di una dittatura. Oggi il paese è diviso, e le divisioni sono talmente forti da minare i rapporti dentro le famiglie, con fratelli e sorelle divisi tra pro scienziati e contro scienziati, pro vax e no vax, pro TAV e no TAV, pro lockdown e no lockdown, etc. Le ultime tornate elettorali hanno visto partiti passare in un amen dallo 0 al 40% e dal 40% allo 0. La mia paura è che se saltasse fuori oggi un dittatore carismatico non farebbe fatica a fare man bassa di voti. Oggi questo dittatore non c’è nel panorama politico nazionale, ma con l’aumentare di queste tensioni potrebbe spuntare fuori e a quel punto la democrazia, per ottenere la quale i nostri padri e nonni hanno perso la vita, sarebbe nuovamente in pericolo.
Abbiamo una sola arma per salvarci: riprendere a dialogare senza vedere chi la pensa diversamente da noi come un mostro. Costruiamo ponti, nessuno ha la verità in tasca e ascoltare tutti può solo migliorare le cose.
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C’è una fiammella di luce dentro ognuno di noi che brilla. E’ nostra responsabilità trovarla ed alimentarla: nessuno al mondo verrà mai a cercarla, semplicemente perché nessuno al di fuori di noi ne conosce l’esistenza. La nostra fiammella è unica ed inimitabile e quando la facciamo brillare diamo un senso profondo alla nostra esistenza e creiamo le condizioni affinchè anche altre fiammelle attorno a noi brillino. Amo mettere le mie competenze al servizio di chi sceglie di valorizzare la sua fiammella e di mostrare al mondo la sua luce.

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